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PER UNA LEGGERA INFARINATURA GIROVAGANDO PER LA SICILIA
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GIUSTO DELLE NOTIZIUOLE
SU DI UNA SPARUTA RAPPRESENTANZA DELLE BELLEZZE DELLA TRINACRIA ,........MA E' SOLO L'INIZIO
Chiunque voglia apportare delle notizie sulle bellezze della Sicilia può inviare una email al fine di poter meglio informare il viaggiatore sulle svariate possibilità che la nostra isola offre. .
Ognuno potrà aggiungere delle notizie della zona che conosce cosi da divulgare informazioni utili a chi viaggia . L’indirizzo a cui inviare le vostre informazione le vostre conoscenze sulla Sicilia è info@perterrepermari.it la direzione penserà dopo a creare una sorta di wikipendia sulla sicilla a beneficio dei viaggiatori .
MESSINA
Capoluogo della provincia, sulla costa nord-orientale, davanti allo stretto di Messina conta circa 262.000 abitanti. Il suo antico nome greco Zancle, falce, ricorda la particolare falcata del porto, che ne fece un sicuro approdo naturale. In età pregreca fu abitata da popolazione autoctone, forse siculi. Da visitare: piazza del Duomo, con il Duomo che delimita il lato orientale della piazza, a sinistra si erge l'alto campanile celebre per il grande e complesso orologio meccanico. Di fronte al campanile è la fontana di Orione. SS. Annunziata dei Catalani, S. Maria degli Alemanni, via Garibaldi, la fontana di Nettuno, San Giovanni di Malta. Il Museo Regionale, San Francesco d'Assisi, il Porto ed altri monumenti e palazzi. Gastronomia e vini: la cucina è quella marinara, con una prevalenza del pesce spada. Ricca la scelta tra frutti di mare, crostacei, orate, saraghi, occhiate, sarde e sgombri preparati in vario modo. Tra i dolci ricordiamo la cassata siciliana ed i cannoli. Vini DOC: il Faro (rosso) ed il Malvasia delle Lipari (vino dolce e aromatico). Manifestazioni: Processione della Madonna della Lettera (3 giugno) patrona della città; la Fiera Campionaria internazionale (lug-ago); Passeggiata dei Giganti e Processione della Vara (12/15 ago).
ERICE (TP)
Sorge sopra Trapani a m 751 s.l.m. e con circa 33.000 abitanti. La storia, la cultura e il contesto paesaggistico fanno di Trapani ed Erice un binomio inscindibile. Per più di tremila anni gli uomini si sono contesi questo luogo carico di storia e di miti che i sicano-elimi chiamarono Iruka, i punici Erech , i greci e romani Eryx, i musulmani Gebel-Hamid e per i Normanni Monte San Giuliano. Per quasi 1.500 anni Erice fu famosa nel Mediterraneo per essere il luogo del culto dell'amore, l'altare ubicato sul punto più alto della montagna era dedicato alla dea della fecondità identificata con Astante dai fenici, Afrodite dai Greci e Venere ericina dai Romani. Oggi Erice è famosa nel Mondo per essere una delle sedi del Centro di cultura scientifica "Ettore Majorana" ubicato nell'ex monastero delle Clarisse, luogo di importanti studi scientifici internazionali. Da vedere: Le mura, che ancora oggi sono ben conservate. La Chiesa Madre con la torre campanaria, il Museo civico "A. Cordici", la chiesa del SS. Salvatore, la Chiesa di San Martino, il giardino del Balio da dove si accede al Castello Pepoli e al Castello di Venere.
TAORMINA
Km 52 da Messina, sulla costa Jonica, conta circa 10.500 abitanti. Taormina ha avuto uno straordinario sviluppo in questo ultimo secolo, divenendo rinomata stazione turistica internazionale. Il suo paesaggio, come le colonne del tempio dei Dioscuri di Agrigento, le cupole arabe di San Giovanni degli Eremiti di Palermo e il campanile animato del Duomo di Messina, sono, nell'immaginario collettivo, fra le mete più desiderate. Cosa vedere: La prima cosa che ognuno vorrebbe vedere, arrivando a Taormina, è la scena del teatro: il paesaggio sul fondo, l'Etna e il mare. La chiesa di Santa Caterina, la chiesa di San Pancrazio, il palazzo dei Duchi di Santo Stefano, il Duomo, la Villa Comunale la Biblioteca comunale il castello di Taormina.
CALTANISSETTA
Capoluogo della provincia, posta nel centro della Sicilia vicino a Enna e servita dalla Autostrada Palermo - Catania, conta 63.000 abitanti circa. Secondo alcuni studiosi, la sua origine sarebbe da ricondurre all'antica Nissa di cui costituiva l'insediamento meridionale. Altri ritengono che si debba fare risalire all'era Araba. Notizie storiche si hanno dalla conquista Normanna, quando nel 1086 il conte Ruggero vi fondò il priorato di San Giovanni. Da Vedere: il Duomo, la Chiesa di san Sebastiano, la fontana del Tritone, la Chiesa del collegio, il Palazzo Moncada, il Palazzo Vescovile, il Museo Archeologico Regionale e l'Abbazia di Santo Spirito sulla strada per Enna. Gastronomia e vini: tipici della provincia sono la cucina contadina con tutte le specialità classiche regionali; lepri, pernici e anitre di passo sono base di rinomate pietanze, si possono ancora ricordare il coniglio selvatico preparato in umido. Inoltre i piatti marinari di Gela, come i maccheroni con le sarde, con le seppie o con i frutti di mare. Vino D.O.C. è il Cerasuolo di Vittoria (rosso) ed i vini dell'Azienda Regalali di Vallelunga. Manifestazioni: la più importante è la Processione delle Vare il Giovedì Santo.
ENNA
Capoluogo della provincia a m 931 s.l.m., sul monte San
Giuliano, 28.500 abitanti circa, in uno splendido isolamento è il capoluogo di
provincia più elevato d'Italia. Antichissimo centro dei Sicani prima e dei
Siculi dopo, Enna accolse l'influsso greco proveniente da Gela conservando
comunque una certa autonomia e alleandosi con Siracusa contro Cartagine.
Ritrovamenti archeologici attestano che il luogo fu abitato sin dalla
preistoria. Da visitare: Piazza Vittorio Emanuele, la Chiesa di San
Francesco d'Assisi, la Chiesa di San Cataldo, nella via Roma si trova la
barocca Chiesa di San Giuseppe a destra il gotico campanile dell'ex Chiesa di
San Giovanni Battista, Il Duomo, il Museo Alessi che ospita il tesoro del
Duomo, il Museo Archelogico Regionale, il Castello di Lombardia e la Torre di
Federico II. Nei dintorni: il Lago di Pergusa, ha origini vulcanichee
acque salmastre. Qui i greci immaginarono che fosse il luogo dove Persefone fu
rapita da Plutone. Calascibetta a
CATANIA
Capoluogo della provincia alle pendici meridionali dell'Etna
e nel golfo omonimo è la seconda città per abitanti della Sicilia con circa
340.000. Secondo lo storico Tucidide, Katane fu fondata dopo il
GIARDIBNI NAXOS
Km 51 da Messina, sulla costa jonica a nord del fiume Alcàntara, conta circa 9.000 abitanti. Le vicende di Giardini sono legate a quelle di Naxos, prima colonia Greca di Sicilia, di cui costituiva l'approdo naturale. Decaduta in età bizantina, visse nei secoli successivi una lenta ripresa, finchè è divenuta una stazione turistica di primaria importanza, un centro alberghiero e congressuale dotato di moderne strutture, di bella spiaggia e limpido mare. Da vedere: il museo archeologico, gli scavi hanno portato alla luce alcuni tracciati stradali, un tèmenos e vari sacelli. Escursioni: Taormina, l'Etna e le suggestive gole d'Alcantara.
RAGUSA
Capoluogo della provincia a mt 502 sui monti Iblei. Abitanti 69.000 circa. Il nome della città deriva dall'antica Hybla Heraia centro siculo sorto nel VI sec. a.C. Identificato oggi con Hibla (Ragusa Inferiore) il nucleo più antico che con Ragusa superiore forma Ragusa di oggi. Le varie necropoli nei dintorni documentano che il luogo fu abitato sin dal terzo millennio a.C. Da visitare a Ragusa Superiore: Museo Archeologico ibleo, la Cattedrale detta S.Giovanni Battista, Santa Maria delle Scale e le scale che conducono alla città inferiore e il Ponte Nuovo. La città superiore di origine settecentesca è caratterizzata da palazzi tardo barcocco. A Ragusa Inferiore o Ibla: Chiese e palazzi di età barocca si sovrappongono al vecchio impianto medievale. Da vedere il Duomo di San Giorgio, la Chiesa di san Giuseppe, la chiesa San Francesco all'Immacolata e il giardino Ibleo. Nei dintorni: il castello di Donna Fugata. Marina di Ragusa, località di mare detta in passato Mazzarelli (Piccola Piazza, Piccolo Porto), il parco archeologico di Caucana. Oggi Marina di Ragusa è una rada di pescherecci e luogo di villeggiatura estiva ben attrezzata. Chiaramonte Gulfi centro di aspetto baracco con chiese settecentesche dove sono state individuati insediamenti dell'età del bronzo. Gastronomia e vini: la cucina è quella classica regionale con prevalenza di verdure dove spiccano i carciofi e i pomodoro. Rinomati anche i prodotti caseari come pecorini e ricotta. L'unico vino Doc è il Cerasuolo di Vittoria, vino rosso che si abbina bene con piatti a base di carne e formaggi stagionati. Manifestazioni: i misteri, tradizionale processione del Venerdì Santo; Festa di San Giorgio, mese di Maggio; Festa di San Giovanni Battista, 27-29 Agosto.
AGRIGENTO
Capoluogo della provincia è ubicata nella parte meridionale della Sicilia a m 230 dal l.m. e conta circa 55.000 abitanti. E' tra le più interessanti città siciliane e richiede due giornate da ripartire nella visita del complesso archeologico e ai monumenti della città. La città antica era chiamata Akragas per i Greci e Agrigentum per i Romani e dista pochi chilometri dal mar Mediterraneo. Si racconta che Virgilio, nell'Eneide, immagina che Enea, veleggiando lungo le coste meridionali dell'isola, l'abbia svettare superba sulle alture. Da vedere: La città antica ha come momenti centrali la visita al Museo Archeologico Regionale e la valle dei Templi con il Tempio di Giove Olimpo, Santuario di Demetra e Kore, Tempio dei Dioscuri, Tempio di Ercole, Tempio della Concordia, Tempio di Giunione Lacinia. La città moderna di origine medievale propone un'itinerario che passi da Piazzale Aldo Moro, via Atenea, la Chiesa di S. Spirito, Piazza Purgatorio, Museo Civico, S. Maria dei Greci, la Cattedrale e la Rupe Atenea. Gastronomia e vini: tra i piatti tipici la caponata di verdure, diffusi i piatti di carne bianca come il capretto al forno - il coniglio in agrodolce - oltre a piatti a base di pesce. Dolci: cannoli, cassata siciliana e mostaccioli. I vini sono quelli siciliani. Manifestazioni: la Sagra del mandorlo in fiore che i svolge nel mese di febbraio, sacre rappresentazioni della settimana santa, la Festa di San Calogero (1° decade di luglio) e la settimana Pirandelliana (luglio/agosto).
SCIACCA
Percorrendo sempre la statale da Castelvetrano a Agrigento, dopo Menfi si incontra Sciacca, un paese di 40.000 abitanti circa, trova le sue origini in età preistorica per il ritrovamento di un insediamento sicano detto Figuli. Successivamente i Romani la chiamarono Thermae Selinuntinae a causa delle proprietà terapeutiche delle acque che si sgorgavano. Sciacca , oltre ad essere una città peschereccia, balneare è anche una città termale. Da vedere: il Castello dei Luna, la Villa Comunale, il Duomo, il Municipio ex collegio dei Gesuiti, la Chiesa del collegio, la Chiesa di San Domenico, il Palazzo Tagliavia e tante altre Chiese. Una escursione và fatta sul vicino monte Kronio per la grotta ed il santuario di San Calogero, la pineta e l'Antiquarium dove sono esposte i materiali di epoca preistorica ritrovate nelle grotte. Manifestazioni: Il Carnevale, uno dei più importante della Sicilia ed anche d'Italia e la cronoscalata del monte Kronio.
TRAPANI
E' il capoluogo della provincia e conta circa 70.000 abitanti, si protende nel mare di ponente allungata su di un promontorio a forma di falce, che troviamo nello stemma della città e nel nome di "Drepanon" che le diedero i Greci. Prospera nel 700 e nel 800 grazie alle industrie conserviere del pesce ed ai cantieri navali. Oggi mantiene ancora una certa importanza come centro portuale e commerciale incentrata sulle attività nei settori dei marmi, dei vini, del sale e del tonno. La manifestazione più importante è la Processione dei misteri che si svolge il venerdì santo con gruppi lignei del 700. Da vedere: Piazza Vittorio Emanuele, Via Garibaldi, Corso Vittorio Emanuele, la Cattedrale, Torre di Ligny, Viale Regina Elena, S. Agostino, S. Maria del Gesù, Palazzo della Giudecca, Santuario dell'Annuziata, Museo Regionale Pepoli e le Saline con i mulini.
ETNA
L'Etna,
PANTALICA
Si tratta di uno dei maggiori centri protostorici della
Sicilia e si trova a
Santo Sfetano di camastra . (ME)
Km 153 da Messina, sulla costa Tirrenica, conta circa 5.200 abitanti. Il centro attuale è la sede dell'Istituto d'arte per la ceramica, fondato nel 1934 sulla scia di una tradizione artigianale locale che risale al '400, documentata nel Museo permanente delle ceramiche. La ceramica di santo Stefano è conosciuta in tutto il mondo. Da vedere: oltre i laboratori artigianali delle ceramiche, in piazza Duomo, sorge la chiesa Madre, San Nicola.
San Vito LO Capo. (TP)
S. Vito, paesino originariamente ad economia agricola e marinara, è oggi conosciuto come una delle più importanti località balneari della Sicilia per la bellezza della sua costa e la limpidezza del suo mare. Nasce alla fine del settecento nel territorio del demanio di Erice, alle falde del M. Monaco, nella baia di sabbia bianchissima posta tra le due punte di Capo S. Vito e Punta Solanto, attorno all'antico santuario di S. Vito. Vi si giunge percorrendo le strade di contrada Timpone e di Piana di Sopra, da cui si affaccia, a picco sulla baia di Macari, una torre cinquecentesca, e dove spicca, isolata, la cappella di S. Crescenza, antico luogo di culto risalente al XII secolo. Il Santuario, fortificato e dotato di alloggi per i pellegrini nel 1545, era sorto nel 1200 assieme all'antica tonnara quasi come avamposto costiero della città di Monte S. Giuliano (l'odierna Erice). Lungo la ripida parete di Piana di Sopra e sul versante orientale del M. Monaco, si trovano alcune grotte nelle quali sono state ritrovate importanti testimonianze di insediamenti umani preistorici. Particolarmente interessante sono la Grotta del Racchio, per le incisioni raffiguranti cervi e per le altre incisioni lineari, e la grotta di cala Mancina, per l'incisione di una figura antropomorfa. Sulla strada che dal paese si snoda a picco sul mare sul fianco del M. Monaco tra scorci di paesaggio di grande suggestione e bellezza, superata la punta Tannure si giunge alla torre dell'Impiso, del XVI secolo, al limite della riserva naturale dello Zingaro, che sembra posta a guardia della stessa riserva.
LINGUAGLOSSA
Km 49 da Catania, sul versante nord est dell'Etna, conta circa 5.500 abitanti. Il nome del paese deriva probabilmente da una grossa lingua di lava eruttata dal vulcano dopo il 1634 e coincide, per altro, con la forma allungata dell'abitato. E' località di villeggiatura e luogo di lavorazione del legno. Da vedere: la Chiesa di San Francesco di Paola, il Convento e la Chiesa dei Cappuccini, il Duomo Santa Maria delle Grazie ed il bosco di Linguagrossa con il rifugio Brunek.
NOTO
La città sorse nel
TERRASINI
Vasto territorio montano di
PALAZZOPLO ACREIDE
Siracusa fondò in questo sito nel
PAIAZZA ARMERINA
A
USTICA
Di fronte a Palermo nel mar Tirreno a
BALESTRATE
Balestrate è un piccolo centro costiero posto quasi al confine delle provincie di Trapani e Palermo. La sua è una economia legata all'agricoltura ed alla piccola pesca costiera e, negli ultimi anni, anche al turismo estivo e vacanziero. Troviamo citata per la prima volta la località di "Balestrate" in un documento del 1307 di Federico d'Aragona con cui veniva attribuita l'area della "Selva Partenia" al territorio di Partinico. Nella concessione era esclusa la fascia costiera, per una profondità pari ad un "tiro di balestra" lanciato verso l'interno, su cui la corona manteva i diritti demaniali. In seguito con "Balestrate" si indicò tutto il litorale delimitato dai torrenti Calatubo e S. Cataldo. Più tardi, Francesco Bologna, genero di tale Nicolò Leonfante, che nel 1456 aveva avuto dal re Alfonso il Magnanimo la concessione delle "Terre di Balestrate", impiantò sul promontorio più ad est un trappeto per la lavorazione della canna da zucchero, allora abbondantemente coltivata nella zona. All'inizio del '500 i Fardella impiantarono in località "Sicciara" (da "siccia", cioè seppia, così chiamata per l'abbondante pesca di seppie che da sempre si fa nel suo mare) una tonnara attorno alla quale, dopo che nel 1681 il territorio era stato diviso in due feudi (Trappeto e Sicciara), i Santoro iniziarono la costruzione del primo nucleo abitativo. Nei secoli successivi la borgata si estese con i pescatori e i contadini venuti dalle vicine terre di Terrasini, Cinisi e Partinico. Nel 1820, con un decreto di Ferdinando I di Borbone, le due borgate di Trappeto e Sicciara ottengono l'autonomia dalla giurisdizione di Partinico e vengono unite in un solo comune che prende il nome di Balestrate. Un notevole impulso all'economia del paese fu dato dalla realizzazione, dal 1827 al 1830, degli stabilimenti enologici degli Ingham, di Florio e dei Wodhouse, che incentivarono la produzione vinicola della zona portando, nel 1840, all'insediamento di altri stabilimenti. Ad ovest del paese, nei pressi del castello di Calatubo, sono state recentemente scoperte due necropoli, una araba e una di epoca bizantina, quest'ultima con centinaia di tombe che testimoniano l'esistenza di un importante insediamento del VIII-IX secolo.
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